martedì, 23 giugno 2009
DA FIRENZE VERSO L'APPUNTAMENTO DI BOLOGNA 26 GIUGNO

L'espressione del voto non sequestra il mio pensiero per un tempo indeterminato il mio pensiero è assai più mobile e capace di reinterpretare il tempo presente, il momento.
Il voto è un segno che è già passato. Renzi non è il mio candidato, non lo è mai stato e non sarà certo il sindaco di cui andrò fiero dopo che sarà eletto (ogni tanto mi piacerebbe potermi clamorosamente smentire, ma temo non accadrà)
Ciò detto lunedì mattina a seconda delle proiezioni potrei andare a votare per lui. Non lo faccio prima perchè non vorrei rafforzarne il trionfo e la successiva mitologia già fortunatamente minata dal ballottaggio (ma i media sono potenti si sa e meglio non dargli sponde), ma lo farò lunedì se il PD cittadino che è una delle peggiori declinazioni del già comatoso PD nazionale avesse necessità.
Io sono uno di quegli elettori di sinistra che Renzi e il PD con qualsiasi mezzo, anche quello referendario, vuole atomizzare per poi risucchiare dentro di se o cancellare per sempre.
Io sono uno di quegli elettori di sinistra che vuole una polifonia di voci e di pensieri che non sia cacofonia, ma democratica pluralità.
Renzi non è uomo di sinistra. Io invece continuo a sognare una sinistra fatta di meno personalismi e di ben più attenzione e voglia collettiva di misurarsi con i problemi del nostro tempo, ma questa sinistra non c'è.
La sinistra è ancora scossa dal 1989, incapace di riformarsi, quando basterebbero poche ma chiare idee da contrapporre a una destra europea che risponde alla globalizzazione e alla crisi con la creazione di un sistema culturalmente chiuso fatto di steccati, ronde e dazi.
C'è stata la sinistra dei partiti che ha tentato, sabotandolo in tutti i modi, di dare in pasto ai cittadini di sinistra un'alleanza, l'Arcobaleno, nata solo con lo scopo, raggiunto, di dimostrare che era impossibile prescindere dai partiti, dal loro ruolo egemonico e simbolico (di un simbolismo datato e rispondente a equilibri geopolitici e produttivi estinti) Il messaggio era più o meno che i cittadini che vacheggiavano un rapporto organico, un nuovo patto fondativo di società civile, politici e intellettuali, partiti e associazionismo, secondo nuove modalità e con lo scopo di rispondere ai nuovi bisogni del futuro attraverso l'uso della democrazia partecipativa erano poveri illusi, solo il vecchio partito e i suoi leader potevano dare risposte certe e contrastare la violenza verbale e culturale del berlusconismo. Quella strategia ha fallito, non l'arcobaleno perchè l'arcobalenon non è mai nato.
L'unico partito vero rimasto oggi nell'area del centro sinistra è Il PD che ha tentato di strutturarsi almeno numericamente e come radicamento come un vecchio partito di massa, ma che cosa è in realtà? E' un partito della sinistra moderata? No non lo è.
Non è il vecchio PDS/DS, ha in parte la stessa classe dirigente invecchiata e imbolsita che continua a scambiarsi di posto costretta ad annacquare il proprio dna contaminato di comunismo e socialismo come se questo fosse una colpa, che negli anni ha subito una mutazione valoriale ibridandosi con la componente post democristina che la rende balbettante in tutto, incapace di una battaglia vera sia questa sul lavoro o sulla giustizia, sulla comunicazione o sulla Costituzione, una forza fantasma che non solo è inefficace, ma che negli anni ha tenuto in vita con un'operazione di bocca a bocca a dir poco disgustosa la gens berlusconiana e il capo supremo stesso quando questi era sull'orlo del baratro.
Il partito della sinistra moderata non c'è quindi, ma non c'è nenache una forza di centro-sinistra moderato o una forza capace di un moderato riformismo alla quale si possa guardare per trovare un asse comune per battaglie che stanno a cuore a una gran parte del paese. La mancanza d'identità, di fisionomia, la confusione sul cosa si è e cosa si vuole porta all'estinzione. Da qui l'emorragia in atto verso dipietro e in parte al nord verso la Lega.
La sinistra così detta radicale invece si è smarrita dentro se stessa perdendo il polso del suo corpo smagrito e affidandosi all'autoreferenzialità del ceto politico che sia a livello nazionale che a livello locale si è diviso su tutto ( con lotte per la leadership fra personaggi da cinepanettone) con mistificazioni della realtà, personalismi esaperati tesi solo ad esasperare il conflitto e legittimare muri e divisioni per autoleggittimare capi e capetti e relatvi micro stati maggiori.
Le due sinistre rimaste con differenze strategiche al momento dirimenti, sono divise e molto sole, la riformista, quella che doveva essere riformista, Sinistra e Libertà, si sente tanto sola e smarrita che insegue apertamente il confuso e smarrito PD. L'altra, l'identitaria gioca a risiko e fa un coordinamento di forze?!? Quali?
Entrambe sono drammaticamente convinte che tutti noi ormai sparuti elettori di sinistra le seguiremo comunque, certe di avere in pugno i nostri sentimenti, il nostro voto.
Sta a noi cercare di dimostrare che il loro schema non tiene in considerazione il pensiero del popolo della sinistra, che non possono trincerarsi dietro percentuali ad una cifra. Che serve uno sforzo collettivo per superare i muri e ascoltare le ragioni di tutti superando i vecchi linguaggi e cercare nuove forme della politica per ridare rappresentanza ai sogni, dargli gambe e forza pensante per riprendere un disegno di società possibile ben diversa da quella che stiamo vivendo. Aboliamo il litigio e parliamo. Qualcuno sia umile e faccia un passo indietro. Altri siano coraggiosi e ne facciano due avanti
postato da: jacopolandifi alle ore 17:53 | Permalink | commenti
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martedì, 23 giugno 2009
PERCHE IO RAG PECOROZZI VOTERO' SIR MATTHEW RENZI
Domenica andrò a votare per Matteo Renzi. E ne sono fiero. Sono un italiano un italiano vero...
Perchè di sinistra non sono mai stato, tanto meno comunista, insomma vi ho sempre preso per il culo
e adesso cari compagni, eh pardon amici, posso finalmente confidarvelo!
Perchè non sopporto quelli minimamente coerenti, mi piacciono gli alto borghesi e gli aristocratici
sono io che ho indotto l'R moscia a Bertinotti grazie ad lungo lavoro, (sentite le registrazioni del 79 non parlava come adesso)
qualcuno insinua l'unico che abbia fatto, oh io mai avuto bisogno di lavorare, sfigati!
Perchè la Firenze che verrà non potrà fare tanto più schifo di come l'abbiamo ridotta fin qua.
Perchè l'Italia grigia ci ha rotto i coglioni, state tutti fermi, in ciabatte, vi fate le canne, usate droghe lente come i vostri cervelli e il vostro eloquio, volete mettere Matteo, veloce, lucido, usa droghe sintetiche di ultima generazione, ha la banana, le donne, la grana
anche noi vogliamo tutto questo, ha ragione Berlusconi, diciamolo, siamo invidiosi, ci piace anche a noi il grande fratello, le macchine veloci, la figa, le ville e io adoro Boldi, si, fanculo, adoro Boldi e il bagaglino mi fa impazzire sono in lutto pensando che non vedrò più Andreotti/Lionello, altro che voi e i Guzzanti invidiosi e piagnoni.
Voi di sinistra continuate a fare i comunisti, si, bravi stronzi
Perché le Direzioni dei giornali, dei partiti, delle banche, delle aziende,
delle telvisioni, degli ospedali, le vogliamo prendere noi, si o no? L'hanno fatto i compagni (ops pardon ancora, gli amici!) socialisti, grandi precursori, erano avanti trent'anni e noi a rosicare, Matteo come Bettino si e allora!!??
E tanta Firenze anche peggio, possibile che noi un si piglia mai nulla qui!! Ma con Matteo ci si rifà! Se già incominciato con Castello, stiamo arrivando
Perchè Matteo parla veloce come Berlusconi anche se ha la lisca e dice boiate con il copyright, ma noi lo seguiamo fieri.
Perché vorrei che i parlamentari in pensione facessero il favore di
godersela; (tutti, non solo quelli fiorentini) andassero nelle beauty farm, in Sardegna alle Bermude in calzoncini bianchi, con Matteo si potrà anche noi, basta con le "dacie" un freddo, un umido, gli orsi
Perché a forza d’aspettare chissà quale big-bang la testa mi scoppia, un ci capisco più nulla, ci ho sempre capito poco, ma ora, oh io ci ho bisogno di una guida, di pensieri chiari, "Più dollari per tutti", "Meno tasse per tutti" ecco sto già meglio vedi come è chiaro e semplice ooohhh
Perché è giusto abolire gli ordini dei "fratelli" e liberalizzare le licenze edilizie e le Dia insomma che si possa anche noi fare un po' come cazzo ci pare!!!
Perché il salario è un termine vecchio, novecentesco da braccianti! io voglio la rendita anche io voglio entrare nel mondo rendita! mi sento già meglio
Perché non sopporto gli ambientalisti e quelli che pascolano i cani mi son sempre stati sulle palle!
Perché l’Italia è una Repubblica delle banane governata dal cavaler Silvio banana e a me le banane piacciono tantissimo.
Perché non abbiamo nulla da chiedere e tutto da prendere. (Questa è perfetta cosi)
Perché mi son rotto di prenderle sempre dagli sbirri ecco!!
Perché vorrei poter invitare Berlusconi e toccarlo sta volta non che mi bloccano perchè dicono cho sono un pulcioso comunista: venisse a conoscere Matteo e noi giovani che abbiamo imparato molto bene da lui
e siamo la generazione che gli permetterà di godersi le proprie fortune
Perché gli studenti per le strade di Teheran fanno gli stessi sogni di
Barack Obama. che fa gli stessi sogni Mao Tze tung sotto acido, che sognava come Giuliano Ferrara di trasformare Berlusconi in uno statista che sogna sempre e solo figa!!
Perché il futuro ce lo dobbiamo tutti inventare e ora io provo di qua,oh!!

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martedì, 23 giugno 2009

CHIEDIAMOCI PER CHI SIAMO UTILI

Non rinnoviamo ancora una volta ipotesi già sconfitte per farle battere di nuovo e ancora e ancora e spargere i semi di una coazione depressiva che può portare solo alla sterilità.

Piuttosto chiediamoci: perchè in una mega crisi globale come questa in cui ovunque la mano dello stato, il keynesismo, torna protagonista e il liberismo mostra tutti i suoi limiti i partiti socialdemocratici non ne approifittano ma anzi pagano pegno pesantemente?
Io penso che uno dei problemi è che anche nella totale disperazione è andata completamente perduta la speranza che una risposta collettiva possa essere vincente, c'è sfiducia nella divisione di ciò che non funziona, del debito, del malessere dell'esistenza. La risposta è sempre e comunque individuale, mi arrangio da solo, devo, sono costretto, è la via migliore, perchè lo Stato non c'è, è corrotto, è bugiardo, non m'ingenera nessuna fiducia o senso d'efficacia.
La società a cui aspirava il pensiero socilista era una società giusta, con poche disuguaglianze, fatta di cura reciproca, rispetto, bisogno l'uno dell'altra, dove il welfare avrebbe dovuto espandersi e non contrarsi fino alla sua sparizione, dove il lavoro avrebbe dovuto elevare l'uomo e non riportarlo ad un livello di semi-schiavitù paralizzante. Oggi l'emancipazione non passa più attraverso valori collettivi, ma attraverso l'affermazione personale, attraverso la visione di se come una merce (lo dice bene Bauman nel suo "Consumo dunque sono") attraverso la collocazione di se come una merce, da qui anche il velinismo, l'ignoranza diffusa di ciò che è considerato superfluo come la cultura (calciatori che ridendo rispondono a domande di cultura generale pensando che il dittatore Franco sia un celebre ballerino di flamenco o che Matteotti si stato ucciso dalle BR!) Oggi è scomparso il fine ultimo, la costruzione di una società più giusta, in nome di un qui e ora senza regole dove la destra ideologicamente sguazza non essendo bisognosa di ideali alti e avendo sposato una sorta di ibrido tra mercantilismo e sviluppismo individualista che non tiene conto ne dell'uomo ne dell'ambiente che infatti sta collassando.
La sinistra deve ricostruire una dimensione collettiva, forse ripartendo da piccole reti che si saldano l'una con l'altra e ridanno senso e valore allo stare insieme, alla risoluzione di problemi partendo dalla condivisone di questi. Dal lavoro spalla a spalla. Solo il ritorno al valore di una dimensione sociale, fiduciosa e vitale ci può salvare dall'estinsione. Insieme, la sinistra tutta, torni alla domanda delle domande. Per chi siamo utili?

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martedì, 23 giugno 2009

SIAMO SICURI DI ESSERE MIGLIORI DELLA DESTRA?

Mi chiedo e vi chiedo: siamo sicuri che la sinistra o il centro-sinistra sia tanto diverso dal centro-destra e dai metodi e lo stile di Berlusconi?

In cosa siamo realmente diversi? Domenici va in Europa con più di 100 000 preferenze, dopo gli scandali di Castello, la manfrina dell’incatenamento, il “mai più politica”.
Se ne va in Europa dopo una campagna nascosta, non per timidezza, lui che rifugge il contatto con i cittadini tranne quando ne ha bisogno, ma per vergogna, perché in città meglio non farsi vedere troppo.

Giani nella lista comunale del PD vince a mani basse con 1600 preferenze, Giani il vecchio del vecchio, il presenzialista trasformista dalle mille maschere. Nei primi 20/30 della lista del PD ci sono veri e propri zombi della politica fiorentina. Dov’è il rinnovamento? Cosa è cambiato? In cosa siamo diversi?

Ma torniamo ai metodi. Il PD parla delle grane del premier oscurate dalle TV di regime, Noemi, voli di stato, velinopoli ecc. Tutti compatti scandalo! Ah la questione morale!! Dittatura morbida!?
Giusto, ma noi che facciamo?
Qui da noi? Qui a Firenze nella rossa e pura Toscana? Scandalo Castello oscurato, indagini di cui non si sa più nulla, Multiplex, volumetrie, compravendita di terreni, vari briganti, conflitti d'interessi fra capigruppo e imprese, porta borse piene di soldi, tutto messo a tacere. I capi bastone glissano come non li avesse mai riguardati. Tutto oscurato, più niente sulla stampa, più niente in TV, più niente di niente, nessuna domanda scomoda dei giornalisti nemmeno Santoro quando è venuto qua con la sua trasmissione ha fatto nulla per capire e leggere l’accaduto.

Il PD ha chiuso la saracinesca argomento tabù!!??? Ah la trasparenza, i cittadini hanno il diritto di sapere, di chi potersi fidare, già! Allora in cosa siamo doiversi?

Avete visto nei duelli della campagna elettorale declinato il tema? No meglio non disturbare, non urtare il nuovo che avanza, meglio sacrificare Cioni, rottamare il vecchio che indietreggia salvo che poi non serva ancora una volta con i suoi fidi cammellati. I capi bastone stanno sempre in piedi.

Renzi è il nuovo, è stato anche in TV da Mike. E' spregiudicato? Che importa la politica è questa. E Berlinguer? E la questione morale?Cercare di non far sfiorare Renzi il delicato sul quale circolavano molte voci, silenzio! Sinistra Democratica una formazione della quale al momento si sono perse le tracce disciolta in qualche sinistra qualche mese orsono diceva : “Non è una riedizione della “tangentopoli” dei primi anni novanta: è peggio”

La poltica deve essere sobria, il premier non lo è, noi profilo basso, vietato sprecare e poi???

Per la campagna elettorale si spendono cifre da capogiro, qui il PD ha messo disposizioine di chi lo sosteneva grandinate di euro, per tutti dilettanti e non facce vecchie tante, parrochhie e case del popolo, vele, fotografi, chef ricchi premi e cotillon per tutti.

E la destra? Non pervenuta, qui è in minoranza quindi cerca linee di convergenza quando può, facendo amministrare gli altri, basta che i suoi imprenditori non ci rimettano e non ci rimettono questo è sicuro, quindi STATUS QUO.

Cosa facciamo per differenziarci? Per battere la personalizzazione della politica? Ci lamentiamo giustamente dei modelli para-mafiosi usati dagli avversari per aggiudicarsi il consenso ma ad esso quale modello opponiamo se a Firenze abbiamo assistito all’accentramento delle decisioni e all’uso spregiudicato delle risorse pubbliche che ha avuto come unico risultato quello di aver spinto verso la privatizzazione della cosa pubblica?

Sempre SD scriveva: “…la questione centrale della politica italiana è la questione morale. E per noi di Sinistra Democratica è il discrimine fondamentale sul quale giudichiamo e giudicheremo le alleanze politiche.”

Tornare ad affermare una pratica politica onesta, sobria e rispettosa delle istituzioni, fondata sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini. Questo doveva essere uno dei punti di fondo che ci differenzia dalla destra, populista, razzista e corrotta che governa il paese. Siamo sicuri nel profondo di essere diversi? Siamo sicuri che al momento del voto il centro sinistra non sia anche lui pronto a tirare fuori il peggio pure di sfangarla, ad usare trucchi, bassezze, veline, e veloni insomma a giocare sporco?

Ma noi non possiamo giocare sporco altrimenti scompariamo! Noi dobbiamo giocare pulito, noi dobbiamo davvero essere diversi e credo che non lo siamo abbastanza, abbiamo molti vizi in comune con i nostri avversari e prima ne prendiamo atto, prima ridiamo fiducia ai nostri compagni che ci camminano accanto e speranza ai ragazzi che ormai sanno bene di giocare comunque una partita truccata e allora stanno con il baro più bravo perché alla fine a tutti piace vincere.

J

postato da: jacopolandifi alle ore 17:37 | Permalink | commenti
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martedì, 23 giugno 2009
LA SOVRANITA' E' NOSTRA
“La sovranità appartiene al popolo” recita l’articolo 1 della nostra Costituzione. A tutto il popolo anche a quello che è lontano dai partiti e dalle loro logiche di rappresentanza. I cittadini costruiscono la società che vivono, la nutrono con le loro diversità culturali, le loro idee, il loro pensiero in movimento.
Noi, i cittadini, facciamo tutto ciò più o meno consapevolmente ogni giorno.
La nostra carta costituzionale ci ricorda che dobbiamo rimuovere le disuguaglianze, cercare uno sviluppo più uniforme della società, mettere al centro le persone, l’essere umano in tutte le sue molteplici sfaccettature.
La Costituzione impone tutto questo alla Repubblica e alle sue Istituzioni.
Purtroppo in questo paese si violano questi principi nell’indifferenza generale e si tende a ridurre sempre più gli spazi di rappresentanza allevando cittadini inerti e passivi.
Il tentativo di ridurre la rappresentazione delle idee è ciò che sta avvenendo in Italia negli ultimi anni ed è forse la degenerazione più potente che ha iniettato il berlusconismo nel nostro vivere sociale. Un sistema depurato da elementi di criticità e di vitalità intellettuale è ormai perseguito con con grande pervicacia non solo dal PDL ma anche dal PD incapace di una visione alternativa del paese. In questa direzione va la strutturazione di un modello bipartitico che impedisca l’accesso alle istituzioni di chi la pensa diversamente, di chi non si omologa al pensiero unico dettato dai media che alimentano il “fun” e il sistema degli oggetti inserendo ormai in quest’ultimo anche l’uomo che si autorappresenta egli stesso come una merce.
La destra può crescere nella passività sociale e infatti la persegue, ma noi no. La sinistra muore, la sinistra ha bisogno della polis, di ampi spazi di rappresentazione, di mani che toccano e occhi che vanno in profondità, di crescita insieme, di educarsi attraverso la conoscenza.
La politica che noi vogliamo non è “battaglia per il potere” ma è la rappresentanza dei sogni dei cittadini, è partecipazione alla costruzione del futuro, è visione di un futuro e non solo di un “qui e ora” che risponde a logiche economicistiche di pochi, fiaccando i molti con un linguaggio da palazzo, con l’instupidimento mediatico, con la costruzione di percorsi astrusi che limitano la partecipazione delle persone normali relegandole a distanze siderali dai centri delle decisioni.
La partecipazione politica deve essere scelta consapevole. E’ inutile dare la possibilità di decidere quando non sai che stai decidendo.
Per questo dobbiamo impegnarci a partire da Firenze a illustrare bene le scelte che si stanno per compiere sulla città, le scelte fatte fino qui in maniera poco trasparente e con un linguaggio lontano dai cittadini, ma che li riguardano tutti, le scelte sul piano strutturale della città che ne delinea la sua morfologia futura, le scelte sulla gestione dei rifiuti e delle aree verdi, le scelte sul senso di Firenze come città della pace e dell’accoglienza con la sua capacità di contribuire alla crescita culturale del paese e dell’Europa.
Noi vogliamo una politica che non s’impadronisca della città, che non la tratti come roba sua. Chi amministra non deve mai dimenticare per conto di chi lo fà. Chi amministra deve sempre poter essere interrogato dai cittadini, deve sempre essere in grado di dimostrare che il suo operato si svolge in funzione degli interessi collettivi che sono i soli ad essere importanti. Chi amministra deve mettere da parte l’IO e sentirsi NOI.
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lunedì, 30 marzo 2009

Nasce l’associazione SINISTRA PER LA COSTITUZIONE

Per iniziativa di un gruppo di cittadini in gran parte iscritti a Sinistra Democratica è stata costituita l’Associazione "Sinistra per la Costituzione".
Non si tratta di un nuovo partito politico (nella sinistra già sono presenti fin troppi gruppi politici), ma di un’associazione politica che, in un momento in cui a destra, ma anche in alcuni settori di centro-sinistra, si mettono in discussione i principi fondanti della Costituzione, si propone il rilancio di una politica unitaria di tutta la sinistra, muovendo proprio dalla condivisione dei principi fondamentali della Carta Costituzionale.
Primato del lavoro, uguaglianza senza alcuna distinzione di razza e religione, democrazia sociale, politica della pace e rifiuto di qualsiasi politica di guerra, laicità dello Stato, difesa della scuola statale e della libertàdi insegnamento, indipendenza della magistratura, pluralismo politico e democrazia partecipata: questi sono i temi sui quali l’Associazione si propone di impegnarsi in stretta collaborazione con tutte le associazioni le organizzazioni politiche e i movimenti della sinistra, creando in tal modo le premesse per un impegno unitario nel rispetto delle diverse sensibilità, ma anche con la necessaria coerenza.
L’Associazione intende impegnarsi non solo nella riflessione e nella elaborazione culturale che è preliminare ad ogni iniziativa concreta, ma anche nella pratica politica quotidiana, ritenendo che si debba superare nella sinistra la dicotomia tra impegno culturale e concreta pratica politica, anche a livello istituzionale; in tale senso l’Associazione sin dalla sua costituzione ritiene di sostenere direttamente e concretamente nelle prossime elezioni amministrative a Firenze ed in Provincia la presenza di una coalizione di sinistra aperta a tutte le diverse sensibilità, concorrendo a promuovere in concreto una svolta nella politica delle istituzioni locali.
Per questo l’Associazione si collocherà a sinistra in opposizione sia al PD di Renzi che al PDL di Galli ,cercando di contribuire ad una ricomposizione unitaria della sinistra.

postato da: jacopolandifi alle ore 11:50 | Permalink | commenti
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venerdì, 27 marzo 2009
Una coalizione di sinistra alternativa è necessaria per il governo della città

Riaffermiamo il percorso iniziato due mesi fa per offrire ai fiorentini una candidatura unitaria in alternativa e in opposizione alle candidature del PD e della PDL: al tavolo, riunito in una casa del popolo hanno partecipato l’Associazione per La Sinistra Unita Plurale, PRC, PdCI, Un’altra città, Verdi, lista Spini, area critica della Sinistra Democratica (che si trasformerà in Associazione Sinistra per la Costituzione), condividendo l’importanza di un progetto politico e sociale da perseguire con pervicacia ed efficacia per il livello locale e simbolicamente importante sul piano nazionale per contrapporsi all’esclusione della sinistra dal parlamento e rompere la logica del bipolarismo che diventa sempre più un bipartitismo soffocante.

Sui programmi si è raggiunta una sostanziale condivisione, frutto di una visione della città del futuro che non deve rimanere sotto scacco dei poteri economici, della speculazione edilizia e delle politiche securitarie, ma aprirsi ad un’amministrazione trasparente e partecipata, alla cultura dell’accoglienza e della pace, a politiche del lavoro in grado di far fronte alla crisi economica in atto e dare risposte ai ceti popolari. Si sono valutate tutte le candidature in campo, tutte autorevoli, ma sulle quali era necessario definire criteri di valutazione quanto a capacità di confermare e attrarre nuovo elettorato.

Riteniamo pertanto sia necessario e tutt’ora valido questo tavolo di confronto fra forze diverse e rimaniamo disponibili ad un ulteriore passaggio che metta al centro gli interessi dei cittadini e della sinistra, che il governo di destra e un’opposizione formale del PD rischiano di cancellare per sempre dall’orizzonte del nostro paese con grave pregiudizio per la democrazia..

La città di Firenze, gli elettori di sinistra e i lavoratori, chiedono una proposta netta e alternativa alle politiche attuali. Noi sentiamo tutta la responsabilità di costruire una prospettiva di sinistra unita per il futuro della città.

PRC

Associazione Sinistra per la Costituzione
postato da: jacopolandifi alle ore 09:41 | Permalink | commenti
categoria:politicamente
lunedì, 23 febbraio 2009

IL LAVORATORE CHE SERVE

 

Qual è il lavoratore che serve alla moderna impresa? L’impresa vuole un lavoratore che non abita troppo distante dal luogo di lavoro. Ma che quella distanza sia sempre rinegoziabile che sia capace di mobilità, cambiando paese o città. L’impresa vuole che non abbia il peso di una moglie o di un marito o dei figli, perché tutto ciò significa scuola, mutuo, radici. Il lavoratore ideale non ha vincoli affettivi ed evita di crearseli, deve essere pronto a riadattarsi, ad assolvere nuovi compiti accettando nuove priorità che coincidono con quelle dell’azienda. Deve evitare qualsiasi attitudine abitudinaria. La sua vita non ha importanza, la sua vita deve essere svuotata fino alla percezione di non averne una,  di muoversi in una pseudo-vita riempita nei suoi piccoli interstizi pre e post lavoro di momenti che evitano approfondimenti personali e interpersonali che evitano qualsiasi analisi introspettiva, ma che siano capaci di alimentare identificazione, spirito di sacrificio,  fedeltà, legame indissolubile, quasi religioso con il suo datore di lavoro. E’ la dipendenza.

La pseudo vita deve essere ricca di niente. E’ la logica del fast food a pranzo e dell’aperitivo la sera. E’ una logica che deve automatizzare il processo mentale mettendo al primo posto l’azienda, il diretto superiore, è la logica che vede l’azienda come educatrice, capace di far raggiungere surrogati di status, sotto forma di piccoli beni di consumo fintamente elitari a loro volta generati dallo stesso mercato in cui l’impresa opera. Fast food e aperitivo a 30, 40, 50 anni poi l’utilità e la produttività scemano, l’aspetto esteriore e le sinapsi si deteriorano e avviene la rottamazione che deve avere forme non lamentose e ovviamente senza l’apertura di  contenziosi. Così a questi lavoratori quasi sempre impiegati o quadri intermedi restano una bella borsa firmata, un abito carino nell’armadio, un paio di gioielli, tutti acquisti usati  e agiti per colmare mancanze e essere visibili nella lotta dei simboli per essere socialmente riconosciuti. Il lavoro capillare viene fatto a livello mentale, con lo svuotamento della coscienza e il riempimento attraverso il fun, l’intrattenimento,  il sesso,  la televisione, la pubblicità per creare un’umanità ipercinetica e frivola che non s’interroga su niente, che è disabituata al pensiero e alla codificazione dei sentimenti, perché gli affetti sono una zavorra, un impedimento, una diacronia del meccanismo e intanto la vita è finita.

postato da: jacopolandifi alle ore 09:53 | Permalink | commenti
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lunedì, 23 febbraio 2009

 

PER CHI LAVORA E’ CRISI NON RECESSIONE

Crisi Economica o Recessione. Anche se ogni definizione è di per se una limitazione concettuale, è chiaro stiamo vivendo una crisi del sistema che è globale per sua definizione. Ogni settore ne è toccato, ogni forma di produzione, ogni mercato mondiale.

Gli interrogativi sono molti. Torneremo a produrre merci in questo paese? Quando qui chiudiamo un’azienda e s’interrompe la produzione poi questa se riprenderà dove lo farà? Ora le imprese, quelle solide non quelle picaresche, hanno quasi sempre un approccio darwiniano al problema. sapendo che dove c’è crisi si creano due tipi di selezione: una industriale e una umana.

La selezione industriale fa si che i sopravvissuti  siano i migliori (dicono loro), spesso non per meriti propri, ma ad esempio per l’aiuto dello Stato. Per i sopravvissuti i mercati si allargano e si possono fare acquisizioni di aziende moribonde a buon prezzo. La crisi serve anche per fare selezione umana, ridurre i costi tagliando teste, va da se che i primi a cadere sono i contratti a termine, ma si può anche eliminare il personale scomodo che ormai è divenatato quello con il contratto a tempo indeterminato, che poi in caso di bisogno si può sostituire con forme di contratto flessibili, meno costose, introdotte dalla Legge.30.

Appare chiaro che il lavoratore dipendente è il più indifeso. Se l’impresa va bene guadagna sempre lo stesso salario, non può influire sulle strategie dell’impresa se questa decide di non reinvestire nell’azienda l’utile prodotto e magari opti per speculazioni finanziarie di varia natura, un esempio d’attualità è il cambio di destinazione d’uso di aree industriali per riconvertirle in aree edificabili con buona pace dei lavoratori. E’ quindi il lavoratore che paga per primo le scelte errate del management e spesso le paga due volte, cioè contribuisce di tasca propria anche alla sopravvivenza stessa dell’impresa, perché l’intervento dello Stato non è altro che l’intervento degli stessi cittadini/lavoratori che vedranno conseguentemente diminuire a proprio scapito i servizi offerti da un’amministrazione pubblica impoverita.

L’impresa oggi non si qualifica più per il suo rapporto con il lavoro e il lavoratore esce da questi ultimi anni come estremamente indebolito, quasi con un drammatico salto temporale all’indietro nei diritti e nelle possibilità di essere capace d’incidere sulle scelte economiche. Da qui l’importanza di tornare a qualificare il lavoro e di proteggerlo. Serve un aumento del salario attraverso lo strumento della contrattazione nazionale, servono ammortizzatori sociali veri ed efficaci, serve combattere la Legge 30 proprio nella sua filosofia che è tale da non creare prospettive di sviluppo civili per un paese che vuole crescere. Serve uno stato sociale più efficiente e attento alle esigenze di chi ha bisogno. Questa battaglia dovrebbe vedere impegnati il sindacato, i lavoratori, le associazioni di consumatori e le forze politiche di sinistra capaci di leggere tutti i limiti del liberismo che mai come in questi anni in cui ha agito come sistema unico ci ha mostrato.
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categoria:politicamente
mercoledì, 04 febbraio 2009
Adesso è necessario un impegno unitario della sinistra per la difesa della democrazia.

 

L’accordo tra PD e PdL  sulla legge elettorale per le europee con lo sbarramento del 4% tenta di impedire,  approfittando anche delle colpevoli divisioni dalla sinistra, che centinaia di migliaia di cittadini abbiano una rappresentanza democratica; è un atto di killeraggio politico che va al di là specifica scadenza elettorale; peraltro tale scelta si aggiunge alle posizioni assunte dagli esponenti del PD rispetto alla CGIL, alla questione morale, al federalismo,alla scuola , ecc.

La Direzione nazionale di SD ha dato una chiara indicazione per una ferma risposta a tale scippo di democrazia; noi iscritti a SD auspichiamo che ora la sinistra tutta metta da parte ogni  polemica e soprattutto la sua vocazione per le divisioni interne e   riesca a trovare una spinta unitaria non solo per il rilancio di una politica di sinistra, ma, a questo punto, per difendere la democrazia nel nostro Paese.

Tale esigenza ,assolutamente prioritaria, richiede però una doverosa precisazione in merito alla scelta delle primarie di coalizione anche per evitare per l’avvenire il ripetersi di equivoci e malintesi. Dobbiamo difatti ribadire che la scelta di partecipare alle primarie di coalizione non è stata preventivamente discussa nei circoli di Sinistra Democratica; ma soprattutto non possiamo non ribadire, anche alla luce dei comportamenti del PD,il giudizio negativo sulla scelta di un accordo a priori con il PD;ciò premesso, siamo anche noi fermamente convinti che  SD debba  proporsi l’obiettivo primario di una larga aggregazione della sinistra; l’Associazione " Per la Sinistra" è certamente  un passo importante in tale direzione; peraltro a Firenze nella stessa direzione ci sono da tempo altre interessanti esperienze che testimoniano come l'unita  della sinistra sia una esigenza largamente diffusa.

A questo punto, preso atto dell' evidente difficoltà  di continuare un’alleanza con il PD (peraltro un minimo di logica rende palesemente contraddittoria  e difficilmente comprensibile una campagna elettorale per le elezioni di giugno per l’alleanza con il PD per il Comune e Provincia e nello stesso tempo per un voto alternativo al PD per le europee), riteniamo che sia necessario recuperare il tempo perduto e costruire subito con un percorso partecipato ed aperto al confronto con tutte le forze della sinistra (organizzate e non ) per definire un programma per Firenze e nello stesso tempo lavorare tutti nelle diverse realtà per una sinistra non subalterna, ma con un proprio ruolo autonomo e propositivo.

Ci auguriamo che, pur con le diverse sensibilità che certamente ci sono , ma con uno spirito unitario e rigorosamente rispettoso delle regole democratiche, si possa rilanciare il ruolo di SD nella prospettiva di una sinistra unita ed in grado di contrastare le tentazioni autoritarie ed egemoniche da qualsiasi parte provenienti.

.Massimo Bertolà, Sebastiano Busia, Salvatore Cingari, Pino Comanzo, Luciano De Carli, Jacopo Landi, Enrico Lauricella, Corrado Mauceri,Siliano Mollitti,Federico Perioli,Susetta Salucci,Anna Soldani, Gisancarlo Tomassini, Gianfranco Tomassini.

 

postato da: jacopolandifi alle ore 17:10 | Permalink | commenti
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